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L’inclusione scolastica: percorso normativo
La storia dell’inclusione scolastica non può essere disgiunta dalla scuola italiana. È stato un percorso lungo partito dalla segregazione degli alunni disabili affidati inizialmente a Enti religiosi privati.
La Costituzione della Repubblica italiana, nel 1947 disegna un'uguaglianza formale, accompagnata da una eguaglianza sostanziale, che prevede il diritto ad una dignità della “persona”, che deve essere messa in grado di esplicare pienamente le proprie attitudini personali. All’art. 34 ha introdotto i principi di uguaglianza di opportunità educative per tutti, ma per lungo tempo questo ha significato, soltanto, percorsi scolastici separati, scuole speciali e classi differenziali che sanciscono il periodo storico della segregazione.
Nel 1975 il documento della commissione presieduto dalla senatrice Falcucci enuncia i principi basilari di quella che ora chiamiamo scuola inclusiva: la collegialità, il protagonismo della famiglia, la gestione integrata dei servizi, la formazione degli insegnanti. Si afferma che non basta accogliere l’alunno, occorre integrarlo, farlo diventare protagonista.
La legge 517 del 4 agosto 1977 rappresenta una pietra miliare nella storia della scuola italiana, vengono abolite le scuole speciali e determinata l’integrazione nelle classi comuni degli alunni disabili.
La “cura educativa” nei confronti dell’alunno disabile si esplica in un percorso formativo individualizzato, al quale partecipano più soggetti istituzionali, privilegiando l’aspetto del potenziamento dell’apprendimento e dell’autonomia, ben oltre la semplice “istruzione”.
“La nozione di inclusione afferma l’importanza del coinvolgimento di tutti gli alunni nella realizzazione di una scuola realmente accogliente, anche mediante la trasformazione del curricolo e delle strategie organizzative, che devono diventare sensibili all’intera gradazione delle diversità presenti tra gli alunni”.
Школа с индивидуальным подходом
Развиваем сильные стороны и таланты
Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, è lo strumento che riporta il progetto educativo dedicato allo studente che ha difficoltà di apprendimento: è un documento dettagliato preparato dagli insegnanti che ricevono una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) o rientrano negli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES).
In quali casi si applicano i Piano Didattico Personalizzato
Il PEI è il documento ufficiale, determinante per il percorso scolastico degli alunni con disabilità certificata di una certa entità. Acronimo di Piano Educativo Individualizzato, il PEI viene redatto di anno in anno e contiene l’indicazione dettagliata degli interventi educativi e degli interventi didattici, degli obiettivi prefissati per l’alunno e, infine, i criteri di valutazione del percorso didattico.
Cosa contiene il PEI
Figure di supporto alla classe e alle famiglie
особенного ребенка
I bambini o i ragazzi per i quali viene approvato un PEI hanno diritto all'insegnante di sostegno, che in Italia è un docente specializzato che viene assegnato alla classe dove è presente un alunno con una certificazione specifica con lo scopo di favorirne l’inclusione e l’apprendimento. La funzione di questo insegnante è rivolta a tutto il gruppo classe e collabora con i docenti e con le famiglie.
In alcuni casi può essere necessaria anche la figura del tutor a sostegno del bambino o del ragazzo, nella nostra scuola questa figura è a carico della famiglia e il suo intervento viene valutato a seconda delle situazioni.
Nella nostra scuola è attivo lo Spazio Psicopedagogico che nella figura professionale del consulente pedagogico, segue le famiglie , gli studenti e i docenti.
Leninskiy prospekt 78a, 119261 Mosca
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