Spazio psico-pedagogico per alunni e genitori

PROGETTO “STARE BENE A SCUOLA”

Si tratta di un servizio, dedicato a tutti gli alunni, genitori, e docenti della scuola, finalizzato al supporto del raggiungimento degli obiettivi didattico – educativi, del benessere e del pieno sviluppo delle potenzialità dell’alunno.

La presenza di uno spazio di ascolto psico-pedagogico all’interno della scuola, è una grande occasione e opportunità per affrontare e risolvere problematiche inerenti alla crescita, all’insuccesso scolastico, alle difficoltà relazionali tra pari.

In particolare il progetto “ Stare bene a scuola” si inserisce in una prospettiva più ampia tesa a valorizzare l’individuo nella sua interezza e a stimolarne una crescita tanto cognitiva quanto emotiva, nell’ottica non solo di educare gli adulti di domani ma anche, e soprattutto, di preparare individui autonomi che sappiano relazionarsi con gli altri in modo consapevole.

La collaborazione con le famiglie è molto importante per riconoscere i momenti in cui il bambino/ragazzo abbia bisogno di essere seguito con maggiore attenzione su aspetti specifici legati all’età e al contesto che sta vivendo, in modo da poter affrontare il percorso di studi nel modo più sereno possibile.

Lo spazio psico-pedagogico non è un luogo di diagnosi o di cura, ma si caratterizza come uno strumento utile ad individuare i problemi e le possibili soluzioni, collaborando con gli insegnanti e le famiglie in un’area psicopedagogica di intervento.

Il progetto  “Stare bene a scuola” coinvolge le tre componenti essenziali dell’ istituzione scolastica: gli studenti, i genitori ed i docenti, ha lo scopo di mettere in comunicazione le parti e lavorare sulle peculiarità di ognuna di esse al fine di mettere l’alunno/a nelle condizioni ottimali per imparare e vivere bene con gli altri e con se stesso/a

Finalità dello spazio psico-pedagogico per gli studenti dei diversi ordini di scuola:

  • Ricevere l’ascolto da un adulto competente diverso dall’insegnante o dal genitore.
  • Avere la possibilità di autogestirsi col supporto dello specialista rispetto a piccole problematiche individuali, quali problemi di relazioni coi pari, con i docenti, con i genitori.
  • Avere la possibilità di confrontarsi rispetto a problematiche relative allo studio.
  • Dai tre ai dieci anni superare momenti di difficoltà comportamentali/emozionali attraverso la Play Therapy (link).
  • Ricevere suggerimenti per il superamento e la gestione delle difficoltà riscontrate in classe e di eventuali comportamenti problematici.

Le consulenze per i genitori hanno lo scopo di supportare l’attività genitoriale e in specifico:

  • Fornire sostegno rispetto alle difficoltà incontrate nella gestione dei figli.
  • Fornire sostegno e aiuto rispetto a figli con problemi di apprendimento e/o relazione e comportamento.
  • Dare sostegno rispetto alla gestione di momenti problematici che la famiglia può incontrare e che possono avere ricadute anche sul figlio.
  • Promuovere il confronto fra scuola e famiglia, attraverso la condivisione di un progetto educativo comune.
  • Favorire percorsi di riflessione finalizzati al rinforzo della capacità genitoriale.
  • Condividere preoccupazioni circa fatti avvenuti a scuola riferiti a casa dai bambini.
  • Offrire supporto per contribuire come famiglia al superamento di eventuali difficoltà riscontrate in classe.

Finalità dello spazio psico-pedagogico per i docenti:

  • Supportare l’attività docente attraverso l’osservazione in classe di particolari situazioni segnalate dai consigli di classe, ed eventualmente creare dei programmi di intervento mirati.
  • Prendere in carico l’alunno ed effettuare il percorso di valutazione in tempi accettabili con relazione finale rispetto al percorso effettuato e a quanto rilevato.
  • Valutare le situazioni critiche rilevate della scuola e pianificare interventi adeguati in collaborazione con gli insegnanti e la referente Bes e DSA.
  • Collaborazione per la creazione di laboratori socio-affetivi nelle classi.
  • Proporre percorsi formativi mirati a dare strumenti teorici ed operativi a seconda delle esigenze delle classi.

In questo contesto, particolare importanza è data alla gestione dei conflitti tra pari che vengono affrontati basandosi sul metodo “Litigare Bene” link fin dalla scuola dell’infanzia. Si tratta di un approccio che fornisce ai bambini gli strumenti per gestire autonomamente i loro conflitti nel rispetto dell’altro, è propedeutico alla prevenzione del bullismo.

Per maggiori informazioni o per richiedere un incontro potete contattare via mail la responsabile del servizio:

Dott.ssa Michela Moraglia consulente pedagogico ed insegnante  mmoraglia@schoolitalia.net


MICHELA MORAGLIA, insegnante-psicologa, consulente pedagogica e  play therapist. Responsabile dello Spazio Psico-pedagogico e del progetto “ Stare bene a scuola” .

Ha insegnato nella  scuola dell’Infanzia e primaria. Ha concluso percorsi di formazione in neuropsicologia infantile,  pedagogia Montessori 0-6 anni e parent counseling.

Laureata in Psicologia presso l’Università degli studi di Padova.

Formatrice territoriale e rappresentante, in Russia, del metodo “Litigare Bene” di Daniele Novara, per la gestione dei conflitti tra bambini.

Fornisce consulenze pedagogiche in lingua italiana, russa, inglese e spagnola

Potete prenotare una consulenza scrivendo al seguente recapito:

Michela Moraglia mmoraglia@schoolitalia.net whatsapp +39 3450337262

Consulenza pedagogica

La consulenza pedagogica è una forma di ascolto che si propone di sostenere i genitori in relazione al loro ruolo educativo; la consulenza parte dalla realtà specifica, dai racconti di vita quotidiana personale e attiva competenze e risorse, orientando a compiti educativi specifici e sostenibili:

                        Cosa fare? Come? Quando e per quanto tempo?

Si tratta di un intervento che consente di leggere la situazione educativa in termini operativi e di attivare potenzialità non evidenti rendendo le regole educative efficaci.

Uno o più incontri di consulenza pedagogica possono servire in casi come:

  • Problematiche emotivo-relazionali
  • Disturbi del comportamento (paure, aggressività , oppositività)
  • Conflitti tra fratelli e sorelle
  • Difficolta’ a scuola e nella gestione dei compiti a casa

Child Centered-Play Therapy (CCPT)

Gioco terapia-centrata sul bambino

DI COSA SI TRATTA:

Quando si tratta di giocare con un bambino, molti genitori preferiscono giochi educativi o che stimolano lo sviluppo cognitivo. “I giochi devono devono insegnare qualcosa!” I sostenitori del metodo di terapia del gioco centrata sul bambino (CCPT) credono che sia utile per i bambini giocare in modo modo spontaneo e non nel modo che gli adulti ritengono giusto. Oggi con Play TherapyGioco Terapia si intendono molti diversi metodi psicoterapeutici per aiutare i bambini, tutti hanno in comune il gioco come mezzo ma le modalità e gli obiettivi possono essere diversi: per alcuni è più importante lo sviluppo, per altri l’allenamento, altri forniscono assistenza psicologica.

In contesti diversi da quelli strettamente terapeutico, ispirandosi al modello psicoeducativo, i principi terapeutici del gioco vengono applicati da figure provenienti dal settore educativo, sociale e sanitario-riabilitativo per favorire nei bambini lo sviluppo sano, facilitare il conseguimento di specifiche abilità e sostenerli nel rispondere in maniera più efficace a situazioni difficili anche nella scuola.

La Play Therapy permette al bambino di esplorare le sue emozioni e i sui momenti di crisi attraverso il gioco (ansia, insicurezza, aggressività, paura, ecc.). Questa attività aiuta i bambini ad essere più flessibili, attraverso il gioco imparano a cercare diverse soluzioni alle situazioni problematiche. Il risultato e’ che il bambino si sente più sicuro, cambia la percezione del suo rapporto con gli altri in modo positivo e si trova nella condizione ottimale per imparare.


Litigare bene


Scuola Italo Calvino