Svyatki

La nostra storia vive nei canti e nelle fiabe popolari.

Il 12 Gennaio abbiamo festeggiato “Svyatki”, ovvero il periodo fra il Natale ed il Battesimo di Cristo in base al calendario giuliano (vecchio stile). Gli alunni di ogni classe hanno girato di classe in classe, come un tempo accadeva nei villaggi dei contadini, augurando ai buoni padroni ed alle buone padrone raccolti abbondanti, tanti animali domestici, salute e …buoni voti. Come augurio si sono cantati i vecchi canti slavi, detti “kolyadki”, ricevendo in cambio dei dolcetti che, raccolti dal “mekhonosha”, letteralmente “quello che porta il sacco”, sono poi stati equamente divisi fra tutti i partecipanti.

Le origini della festa.

Al tempo dell’antica Rus’, “Svyatki”, ovvero i giorni santi, era la più grande festa invernale e andava dal primo giorno dell’anno, chiamato “Kolyada”, Festa del Sole Nascente, e durava per 2 settimane. Con la diffusione del cristianesimo e l’adozione del calendario giuliano, i giorni dello “Svyatki” andavano dalla Vigilia di Natale, il 6 gennaio, per terminare con il Battesimo di Cristo, il 19 gennaio.

Nella notte di “Kolyada” nei villaggi venivano accesi grandi falò attorno a quali gli abitanti danzavano e davano fuoco a grandi ruote ardenti che venivano fatte rotolare giù dai pendii delle colline. I giovani indossavano abiti nuovi e, radunati in una casa, trascorrevano la festa ascoltando le fiabe antiche e scambiandosi degli indovinelli. Alcuni abitanti passavano poi di casa in casa e, mascherati, cantavano delle antiche canzoni popolari per augurare benessere e prosperità alle famiglie che li ospitavano.

Successivamente, l’antica festa pagana, è stata assimilata dalla tradizione cristiana e agli antichi popolari si sono aggiunte le lodi al Signore.

 

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